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Interviste

Intervista a Alberto Toniolo, Head of Sales di Moca

GEO (Generative Engine Optimization): come stanno cambiando le tecniche di ottimizzazione ora che l’AI decide l’ordine e la forma delle risposte per gli utenti?

È la domanda che più spesso riceviamo da un paio d’anni a questa parte.
Elia Zanon, Head of SEO qui in Moca, direbbe che la GEO è l’evoluzione sintattica e concettuale della SEO (sì, da quando insegna queste cose all’Università è diventato “mooolto accademico”).
Oggi non abbiamo più solo una lista di dieci link dentro la quale far comparire il nostro brand, dobbiamo fare in modo che i sistemi di AI utilizzino il nostro brand, il nostro sito web, i nostri contenuti come fonte autorevole, affidabile e citabile in una risposta.
Da tempo ormai insistiamo sulla necessità di scrivere contenuti utili alle persone, che rispondano all’intento espresso durante una ricerca. Che questa avvenga su Google o in una conversazione, per noi non cambia.
Certo, ci sono delle accortezze che dobbiamo curare (dati strutturati ed entità, struttura del contenuto con titolazioni adeguate e utilizzo di elenchi puntati, chiarezza espositiva, ecc), ma il contenuto già alla base deve meritare di essere letto perché assolve a un bisogno, risponde a un’esigenza. Se lavoriamo così, siamo nella giusta direzione.
In più abbiamo l’opportunità – e l’urgenza – di ampliare lo sguardo, costruire una strategia che preveda anche altri canali dove può avvenire una ricerca: YouTube, TikTok, Reddit, Instagram. L’AI utilizza anche queste fonti per generare le sue risposte. Se non ci siamo qui, ci stiamo perdendo una fetta interessante di persone e in più rischiamo di non esserci nemmeno sull’AI…
In sintesi: non abbiamo stravolto la nostra quotidianità, la vecchia SEO non è morta (…) e vale ancora un buon 80-90% del nostro tempo, e del valore che possiamo portare. Abbiamo però introdotto qualche novità sulla nostra strategia e gli strumenti che utilizziamo.
Elia, su queste cose, ci ha scritto un libro 😉 Ci vediamo a Lazise!

CRO (Conversion Rate Optimization): quali sono i micro-attriti invisibili che oggi penalizzano maggiormente i tassi di conversione sui siti di e-commerce e come correggerli?

Ci sono attriti che penalizzano le conversioni e rimangono invisibili perché nascosti sotto quello che sembra “normale”, o semplicemente perché gli utenti non seguono quello che ci aspettiamo.
Un esempio concreto: l’asset informativo di un prodotto e il tema logistico. Tempi e costi di spedizione, politiche sui resi, caratteristiche tecniche, sconti attivi. Sono informazioni che l’utente cerca attivamente, ma spesso richiedono uno sforzo cognitivo non indifferente per essere trovate, e a volte non sono nemmeno presenti. Quando succede, il tasso di abbandono sale.
Oggi gli e-commerce hanno molte funzionalità avanzate, per esempio di ricerca o assistenti virtuali, ma la parte informativa, quella che dovrebbe essere facilmente accessibile agli utenti, spesso non è completa o non segue la giusta gerarchia, e questo porta velocemente all’abbandono.
Come correggerli? Bisogna partire dagli utenti. Capire quali informazioni sono davvero fondamentali per loro, prioritizzarle, poi testare l’ordine gerarchico con A/B test. Se emergono differenze tra segmenti, personalizzare. La ricerca qualitativa qui è determinante: i numeri da soli non raccontano questa storia.

CRM, database contatti e marketing automation: quali sono le prime cose da fare per assicurarsi di ottenere il massimo da ciò che si ha già in azienda?

Il primo passo è semplice ma spesso viene dato per scontato o rimandato: fare l’inventario.
Quali sistemi compongono l’intero stack tecnologico, chi li presidia internamente, quali dati contengono, come si parlano tra di loro, se lo fanno. In questa fase possono emergere “problematiche” sommerse, come ad esempio licenze pagate da anni e mai attivate o non sfruttate appieno, integrazioni configurate una volta e mai più verificate, automazioni che girano da mesi mandando messaggi mai più aggiornati, persone a database contattate una volta e poi “abbandonate”…
Vi diamo un suggerimento: se volete approfondire tutte queste tematiche vi aspettiamo al nostro speech giovedì 21 ottobre alle 12 per parlare di come riordinare touchpoint, segmenti di pubblico e campagne email per passare dai dati alle conversioni. Parleremo sia di casi ecommerce che di aziende che online puntano più alla lead generation.

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