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Interviste

Intervista a Roberto Botto, CEO di Libera Brand Building Group

Grazie per questa intervista e per la partecipazione al #GEDSummit26. Cosa vi aspettate da questo evento e con che spirito vi apprestate a parteciparvi?

Siamo un Gruppo di comunicazione italiano e indipendente, mosso dall’ambizione di rendere i brand desiderabili là dove il mercato li rende tutti uguali. Costruiamo strategie creative omnicanale, lavorando come un unico team su ricerca, creatività, digital e content production, ecommerce ed AI. Perché in un mondo che corre veloce, i brand non crescono comunicando di più: crescono quando smettono di assomigliare ai competitor e conquistano una posizione tutta loro. Partecipiamo al #GEDSummit26 con questo spirito: ascoltare prima ancora di parlare e metterci alla prova nel confronto con chi vive ogni giorno gli stessi temi. Ci aspettiamo contaminazione – idee, casi concreti, anche errori raccontati con onestà. È così che un gruppo indipendente resta rilevante.

Conversational Commerce: come stanno evolvendo i chatbot e gli assistenti virtuali da semplici “risponditori” a veri e propri generatori di vendite?

La svolta sta nel passaggio da un chatbot che ‘risponde’ a un assistente che ‘conosce’. Un risponditore gestisce FAQ generiche e spesso allontana; un assistente addestrato sui dati reali dell’azienda accompagna la persona nella decisione. È l’idea alla base di Chat Aziendale, la nostra soluzione no-code: un assistente AI addestrato su documenti, sito e contenuti del cliente, che risponde in modo immediato, 24/7 e in ogni lingua, citando sempre le fonti – quindi con informazioni verificabili, non allucinazioni. Così l’assistente diventa un generatore di vendite: toglie gli attriti informativi che bloccano l’acquisto – dubbi su prodotto, spedizioni, compatibilità – nel momento esatto in cui nascono, e costruisce la fiducia che fa convertire. Non vende al posto delle persone: le mette nelle condizioni di comprare.

Governare i marketplace vs. canali proprietari: qual è la strategia tecnologica e di posizionamento vincente oggi per non essere schiavi delle grandi piattaforme?

La scelta non è “marketplace contro e-commerce proprietario”, ma assegnare a ciascun canale il ruolo in cui è più funzionale: alle piattaforme la visibilità, il test di mercato e l’acquisizione; ai canali proprietari ciò che un marketplace non concede: il dato del cliente e la relazione diretta.
È l’approccio di Inthezon la società di consulenza del Gruppo: rendere i brand desiderabili non semplicemente presenti su Amazon. Ecco perché non lo vediamo come un canale, ma come un terreno competitivo da governare, presidiando le tre leve dove di solito si disperde valore: quota di mercato, tutela del brand dai re-seller non autorizzati ed efficienza dell’advertising. La vera differenza la fa la tecnologia — una piattaforma di intelligence proprietaria che legge i dati in tempo reale (competitor, share of voice, analisi predittive) dove i tool standard si fermano. E i risultati lo dimostrano: oltre 50 brand seguiti dal 2017, più di 190 milioni di volume d’affari gestito e una crescita media del fatturato dei clienti dell’89% su base annua.

GEO (Generative Engine Optimization): come stanno cambiando le tecniche di ottimizzazione ora che l’AI decide l’ordine e la forma delle risposte per gli utenti?

Stiamo passando dall’ottimizzazione per i motori di ricerca all’ottimizzazione per i motori di risposta. Prima competevi per una posizione in una lista di link; oggi competi per essere la fonte che l’AI cita quando costruisce la risposta. Cambia tutto: non basta più la keyword, servono contenuti strutturati, autorevoli e verificabili, che una macchina possa comprendere e scegliere di riportare. È il lavoro che in Niuexa chiamiamo AEO, Answer Engine Optimization. Il rischio per le aziende è diventare invisibili non perché assenti dal web, ma perché illeggibili per l’AI. La buona notizia è che questo scenario premia di nuovo la sostanza: chi ha davvero qualcosa da dire, e lo dice bene, torna a vincere.

Brand o performance? Perché questa contrapposizione è un errore strategico e come si integrano oggi identità di marca e lead generation?

È un falso dilemma, ed è esattamente la ragione per cui esistiamo come gruppo. La marca senza performance è un monologo elegante; la performance senza marca è una corsa al ribasso sul costo per lead, destinata a spegnersi appena si ferma l’investimento. Noi le teniamo insieme per struttura: Libera costruisce l’identità e il sistema di valori della marca – ‘Build what you are’ – e Bebit la traduce in esperienza digitale e conversioni misurabili. Una lead generata da un brand forte converte meglio, costa meno nel tempo e porta clienti più fedeli. La marca è ciò che rende sostenibile la performance; la performance è la prova che la marca sta lavorando.

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