Intervista a Rinaldo Zambello, CEO di NUR Digital Growth & AI
Conversational Commerce: come stanno evolvendo i chatbot e gli assistenti virtuali da semplici “risponditori” a veri e propri generatori di vendite?
Chatbot e assistenti stanno passando dal rispondere al decidere insieme all’utente. Già oggi possono interpretare un bisogno, confrontare prodotti, sintetizzare recensioni, proporre alternative e avvicinare molto la persona alla scelta. Il passo successivo sarà l’esecuzione: verifica della disponibilità, configurazione, pagamento e acquisto direttamente nella conversazione. Questo accorcia il funnel e cambia il ruolo dei brand: non basta più essere presenti online, bisogna entrare tra le opzioni che l’AI considera affidabili e pertinenti. La GEO diventa quindi anche una leva commerciale, perché essere esclusi dalla risposta può significare essere esclusi dalla decisione d’acquisto.
GEO (Generative Engine Optimization): come stanno cambiando le tecniche di ottimizzazione ora che l’AI decide l’ordine e la forma delle risposte per gli utenti?
La SEO non scompare, ma cambia obiettivo. Finora lavoravamo per posizionare una pagina tra i risultati; oggi dobbiamo anche fare in modo che contenuti e brand vengano scelti come fonti dalle Intelligenze Artificiali che costruiscono la risposta. Servono quindi autorevolezza, informazioni chiare e verificabili, coerenza semantica, una corretta gestione di Topic ed Entity e una struttura che faciliti l’estrazione dei contenuti. La domanda non è più soltanto «dove sono su Google?», ma «quando qualcuno chiede a ChatGPT, Gemini, Claude o Perplexity chi scegliere nel mio mercato, io compaio?». Per questo il punto di partenza è un Assessment GEO, parte fondamentale del Metodo NUR.
Oltre le “vanity metrics”: in un mercato saturo, come si costruisce una strategia di performance marketing orientata alla reale sostenibilità finanziaria dell’azienda?
Una strategia sostenibile parte dalle decisioni di business, non dai numeri più facili da mostrare. Traffico, ranking, impression e citazioni AI sono utili solo se vengono collegati alla qualità dei contatti, al costo di acquisizione, alle conversioni, alla pipeline, alla marginalità e al valore del cliente nel tempo. Anche nella GEO il numero di menzioni, preso da solo, può diventare una nuova vanity metric: bisogna sapere per quali query si compare, con quale tono, rispetto a quali concorrenti e se quella presenza genera traffico qualificato e opportunità. Il metodo corretto è misurare la situazione iniziale, definire priorità e KPI e verificare nel tempo il valore prodotto.
Inbound Marketing evoluto: come sta cambiando il Customer Journey dell’utente e come devono evolvere i contenuti per intercettare bisogni sempre più frammentati?
Il Customer Journey diventa conversazionale e meno lineare. L’utente formula una domanda, aggiunge vincoli, confronta alternative e riceve una sintesi già organizzata, spesso prima ancora di visitare un sito. Per intercettarlo non basta più presidiare singole keyword: occorre comprendere gli intenti reali e costruire contenuti che rispondano in modo chiaro, completo e verificabile. Le informazioni devono essere ben strutturate, collegate alle entità corrette e facilmente utilizzabili dai motori generativi. È il passaggio dalla semplice produzione di testi al Content Engineering: contenuti pensati non solo per essere letti, ma anche compresi, selezionati e citati dall’Intelligenza Artificiale.
Perché un visitatore del Global Summit Digital Marketing & Ecommerce dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa vi differenzia maggiormente dalle altre aziende del settore?
Perché in NUR non partiamo da una presentazione generica sull’AI, ma da una domanda concreta: quando un potenziale cliente chiede all’Intelligenza Artificiale chi scegliere nel vostro settore, la vostra azienda compare? Al tavolo possiamo analizzare come il brand viene visto e citato, quali temi presidia, dove emergono i concorrenti e quali interventi hanno priorità. Il metodo NUR integra Assessment GEO, strategia, dati, SEO, Content Engineering e monitoraggio, con metodologie e strumenti proprietari come Verbalist. L’obiettivo è uscire dal confronto con una fotografia più chiara della situazione e con un primo percorso operativo, non con una semplice lista di promesse.