Intervista a Alessio Gatti, Founder & CEO di Woodoo
Grazie per questa intervista e per la partecipazione al #GEDSummit26. Cosa vi aspettate da questo evento e con che spirito vi apprestate a parteciparvi?
È la nostra prima partecipazione al GED Summit e arriviamo con molta curiosità e voglia di confronto. Il nostro modo di lavorare parte sempre da esigenze concrete, mettendo insieme competenze, tecnologia ed esperienza per costruire soluzioni capaci di migliorare realmente processi e risultati.
Un evento come questo è un’ottima occasione per incontrare realtà molto diverse tra loro, confrontarci su esigenze e nuovi scenari e, perché no, far nascere qualche nuovo progetto interessante.
Conversational Commerce: come stanno evolvendo i chatbot e gli assistenti virtuali da semplici “risponditori” a veri e propri generatori di vendite?
Il vero cambiamento è nel passaggio dalla risposta alla relazione. Un assistente virtuale oggi può conoscere prodotti, disponibilità, caratteristiche, contenuti e regole commerciali dell’azienda, ma soprattutto può utilizzare il contesto della conversazione per accompagnare ogni persona in modo diverso.
Più cresce l’interazione, più aumenta la conoscenza e diventa possibile suggerire, approfondire, intercettare un’esigenza o accompagnare una scelta nel momento giusto. È qui che il conversational commerce diventa davvero interessante, perché la conversazione smette di essere semplice assistenza e diventa parte dell’esperienza di acquisto.
Architetture “fluide” e flessibilità: quali sono le principali sfide tecnologiche che le aziende affrontano nell’integrare i sistemi legacy con i nuovi canali di vendita digitali?
La sfida principale oggi è far lavorare insieme sistemi nati in momenti diversi e spesso pensati per funzionare separatamente. CRM, gestionali, e-commerce, piattaforme marketing, marketplace e nuovi strumenti basati sull’AI producono e utilizzano continuamente dati, ma il vero valore emerge quando queste informazioni riescono a circolare e diventano parte di un unico processo.
È un tema sul quale lavoriamo da anni e che ci ha portato sempre più verso la costruzione di sistemi capaci di connettere tecnologie diverse, mantenendo la libertà di scegliere e sostituire nel tempo gli strumenti più adatti. Per noi la flessibilità oggi significa proprio questo, costruire un’architettura che possa evolvere insieme all’azienda senza dover ripartire ogni volta da zero.
Cambiamento culturale vs. cambiamento tecnologico: perché molti progetti di trasformazione digitale falliscono a causa delle risorse umane e non dei software?
La trasformazione digitale funziona quando tecnologia, processi e persone evolvono insieme. Possiamo introdurre il miglior software o il modello di AI più avanzato, ma il suo valore dipende da quanto riesce a entrare realmente nel modo di lavorare dell’azienda e delle persone che la compongono.
Per questo nei nostri progetti cerchiamo di coinvolgere fin dall’inizio chi utilizzerà davvero le soluzioni, raccogliendo esperienza, esigenze e anche resistenze. La tecnologia può accelerare moltissimo il cambiamento, ma sono le persone a dargli una direzione e a trasformarlo in qualcosa di utile e duraturo.
Perché un visitatore del Global Summit Digital Marketing & Ecommerce dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa vi differenzia maggiormente dalle altre aziende del settore?
Perché in quei trenta minuti possiamo partire da un’esigenza reale e provare a immaginare insieme come affrontarla. Woodoo nasce dall’incontro tra sviluppo software, marketing e tecnologia e negli anni questa contaminazione ci ha portato a costruire soluzioni sempre più integrate, capaci di mettere in relazione dati, processi, strumenti e persone.
È probabilmente questo che ci caratterizza di più. Guardiamo prima al problema e poi alla tecnologia, cercando ogni volta la combinazione più efficace tra ciò che esiste già, ciò che possiamo integrare e ciò che vale la pena costruire su misura.